Chi sono

La psicologia è soltanto una:
o è una psicologia di liberazione,
o è una psicologia di oppressione.

Per cinque anni ho lavorato come orientatore per conto di agenzie per il lavoro. Il mio compito ufficiale era aiutare persone disoccupate a trovare un lavoro: persone con poche risorse economiche, spesso con anni di precarietà alle spalle, spesso convinte che il problema fossero loro.

Trenta ore per persona. Cinque ore al giorno. In quel tempo dovevo aiutarle a riscrivere il CV, prepararsi ai colloqui, ritrovare una direzione.

E lo facevo, cercando di farlo bene, cercando di portare qualcosa di più di un protocollo.

Nel frattempo, io stesso ero un lavoratore precario all’interno di quel sistema. Aiutavo le persone a navigare un mare in tempesta mentre mi ci trovavo dentro. Questo paradosso non è mai diventato normale. E alla fine è diventato il cuore del mio lavoro.

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L’origine del mio approccio

Mi sono formato in psicologia sociale, con una specializzazione sugli stereotipi, i pregiudizi e i meccanismi con cui la società rende invisibili le persone che non le convengono. Ho studiato come si formano le impressioni, come funziona la deumanizzazione sul lavoro, come il sistema produce sofferenza e poi la attribuisce all’individuo.

Poi ho fatto un master in orientamento professionale, dove mi aspettavo di trovare strumenti. Ho trovato invece lo stesso vuoto che vedevo ogni giorno con i miei clienti: tanta teoria su come le persone dovrebbero funzionare, poca attenzione a quello che il contesto fa alle persone. Mi sono costruito gli strumenti da solo.

La mia tesi di master ha cercato di rispondere a una domanda che mi inseguiva: è possibile fare orientamento che non sia, di fatto, uno strumento di adattamento al sistema?

Da quella domanda — e da cinque anni sul campo — è nata la Consulenza di Emancipazione Psicosociale.

Chi ha plasmato il mio pensiero

JOHN JOST

Teoria della Giustificazione del Sistema

Perché difendiamo lo status quo, cosa ci costa farlo e cosa limita il cambiamento personale e sociale.

IGNAZIO MARTÍN-BARÓ

Psicologia della Liberazione

La cura come restituzione dell’agency, non come sedazione del sintomo. Il passaggio da empowerment a fortalecimiento.

MARK FISHER

Realismo Capitalista

Descrive come l’apatia e la depressione contemporanee non siano fallimenti individuali ma risposte collettive a un orizzonte culturale che ha cancellato l’idea stessa di alternativa possibile.

DEVON PRICE

Unmasking Autism e Systemic Shame

Uno dei pochissimi psicologi sociali che opera fuori dall’accademia e lavora direttamente con le persone. Il modello che cerco di seguire.

La mia pratica oggi

Indipendenza strutturale

Lavoro in modo indipendente per non dover mai subordinare il percorso clinico alle logiche di efficienza o profitto di un’organizzazione.

Setting online

Ricevo esclusivamente da remoto tramite Google Meet. È una scelta per abbattere le barriere geografiche e ridurre l’impatto sensoriale ed economico (anche per me).

Cosa NON faccio

Non faccio coaching per renderti più “performante”. Se cerchi strumenti per sopportare meglio un sistema tossico o adattarti, non sono la persona giusta. 

Cosa propongo

Lavoriamo insieme per capire cosa nel sistema ti sta danneggiando, separarlo dalle tue responsabilità e recuperare la tua capacità d’azione (Agency).

Una prima conversazione

Non serve avere già le idee chiare. Scrivimi in poche righe cosa stai attraversando: capiremo insieme se questo è lo spazio giusto per te.